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Puntoconsulenza Lavoro. FORMAZIONE . Il rapporto di Lavoro . Minicorso . cessione di ramo di azienda . art. 2112 Codice civile . La comunicazione Vardatori.

 

 


 

 

art. 2112 Codice civile

Fonti → Codice civile → LIBRO QUINTO - Del lavoro → Titolo II - Del lavoro nell'impresa → Capo I - Dell'impresa in generale →Sezione III - Del rapporto di lavoro

 

In caso di trasferimento d'azienda, il rapporto di lavoro continua con il cessionario ed il lavoratore conserva tutti i diritti che ne derivano.

Il cedente ed il cessionario sono obbligati, in solido [1292], per tutti i crediti che il lavoratore aveva al tempo del trasferimento. Con le procedure di cui agli articoli 410 e 411 del codice di procedura civile il lavoratore può consentire la liberazione del cedente dalle obbligazioni derivanti dal rapporto di lavoro.

Il cessionario è tenuto ad applicare i trattamenti economici e normativi previsti dai contratti collettivi nazionali, territoriali ed aziendali vigenti alla data del trasferimento, fino alla loro scadenza, salvo che siano sostituiti da altri contratti collettivi applicabili all'impresa del cessionario. L'effetto di sostituzione si produce esclusivamente fra contratti collettivi del medesimo livello.

Ferma restando la facoltà di esercitare il recesso ai sensi della normativa in materia di licenziamenti [2118, 2119], il trasferimento d'azienda non costituisce di per sé motivo di licenziamento. Il lavoratore, le cui condizioni di lavoro subiscono una sostanziale modifica nei tre mesi successivi al trasferimento d'azienda, può rassegnare le proprie dimissioni con gli effetti di cui all'articolo 2119, primo comma [2558].

Ai fini e per gli effetti di cui al presente articolo si intende per trasferimento d'azienda qualsiasi operazione che, in seguito a cessione contrattuale o fusione, comporti il mutamento nella titolarità di un'attività economica organizzata, con o senza scopo di lucro, preesistente al trasferimento e che conserva nel trasferimento la propria identità a prescindere dalla tipologia negoziale o dal provvedimento sulla base del quale il trasferimento è attuato ivi compresi l'usufrutto o l'affitto di azienda. Le disposizioni del presente articolo si applicano altresì al trasferimento di parte dell'azienda, intesa come articolazione funzionalmente autonoma di un'attività economica organizzata, identificata come tale dal cedente e dal cessionario al momento del suo trasferimento .

Nel caso in cui l'alienante stipuli con l'acquirente un contratto di appalto la cui esecuzione avviene utilizzando il ramo d'azienda oggetto di cessione, tra appaltante e appaltatore opera un regime di solidarietà di cui all'articolo 29, comma 2, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276

__

 

L’art. 2112 c.c.  , dispone che anche il rapporto di lavoro dei lavoratori dipendenti presso l’azienda ceduta si trasferisca al cessionario, con conservazione di tutti i diritti che ne derivano .

In deroga alla regola generale di cui all’art. 1406 c.c. ,   in caso di trasferimento d’azienda la cessione del contratto di lavoro è automatica e non richiede il consenso dei lavoratori coinvolti, salvo che il trasferimento sia individuale  quindi non si perfezioni il trasferimento dell'intera o ramo di azienda con tutti i dipendenti prima identificati e poi interessati dall'operazione. 

La norma nello spirito garantisce da un lato la continuità di tutto o parte dell'impresa , e dall'altro la continuità dei rapporti di lavoro in essa contenuti, alle condizioni del rapporto ante cessione.

 

E' necessario affinchè siano costituiti effettivamente i presupporti di legittimità che il  ramo d’azienda costituisca un’articolazione funzionalmente autonoma di un'attività economica organizzata, preesistente al trasferimento e che conserva nel trasferimento la propria identità.

Benchè Il Decreto Legislativo 276/2003 abbia  modificato l’art. 2112 c.c., eliminando il riferimento alla necessaria preesistenza del ramo d’azienda e legittimando il cedente e cessionario ad identificare un determinato segmento aziendale quale “ramo d’azienda”,    la giurisprudenza ha  interpretato il nuovo art. 2112 c.c.  come anzi commentato ossia nel senso che il ramo oggetto di cessione deve presentarsi come una preesistente entità produttiva funzionalmente autonoma, con una sua autonoma organizzazione , in grado di poter essere quindi anche analizzata sia dal punto di vista dei ricavi che dei costi ad essa direttamente riferibili.   

in somma deve essere possibile effettuare un seppur minimo controllo in merito alla gestione del solo ramo di azienda in cessione.


E' evidente quindi che rimane centrale nell'analisi del disposto normativo l'individuazione dei requisiti minimi e sufficienti al fine che una struttura aziendale possa qualificarsi, in concreto, come ramo di azienda, ai sensi dell'art. 2112 c.c.,  in modo da permettere la sopravvivenza in  continuità presso il cessionario dei rapporti di lavoro instaurati con l'impresa cedente.

Evidentemente la fattispecie sopra ricercata assume particolare problematicità quando , oggetto del trasferimento, sia unicamente o pressapoco un gruppo di dipendenti. 

 

Dal punto di vista squisitamente tecnico a livello sistematico l'amministrazione  ha messo a punto   il  modulo “Vardatori”,  facente parte delle opzioni UNILAV ,   utilizzabile per le seguenti tipologie di comunicazioni:

1. variazione della ragione sociale 2. fusione* 3. cessione di ramo d’ azienda * 4. incorporazione* 5. cessione di contratto * 6. usufrutto * (*) La comunicazione deve essere sempre effettuata dall' azienda che riceve i lavoratori.

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January 19, 2019

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