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Puntoconsulenza Lavoro. FORMAZIONE . Il rapporto di Lavoro . Minicorso . Il tempo determinato dopo il decreto dignità. Le causali legate ai rinnovi dei contratti. Considerazioni.

 

 

 

 

 

Esaminiamo   gli aspetti del tempo determinato  ,   alla luce delle recenti ed importanti novità introdotte dal  Decreto Dignità , L. 96/2018 

 

Questa è un'occasione per riflettere su come le disposizione normative   vengono recepite , rimandando sin da subito ad altre considerazioni magari applicate ad un CCNL di recente sottoscrizione post - decreto DIgnità,  derogante in meglio  dai contratti collettivi nazionali (ed eventualmente aziendali) .  Proprio come previsto nello spirito del novellato normativo. 

 

In estrema sinesi possiamo dire che il contratto a tempo determinato senza causali può essere massimo di 12 mesi. Oltre tale data occorre indicare una casuale. Oltre tale data potrà aver come durata massima 36  mesi salvo deroghe (contrattazione assistita) 

 

Di seguito illustriamo quindi le previsioni appena statuite dal rinnovo contrattuale in parola:

Causali legate ai rinnovi:

- esigenze temporanee e oggettive , estranee all'ordinaria attività

- esigenze di sostituzione di altri lavoratori

- esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell'attività ordinaria.

 

Quindi la causale sicuramente occorre  venga indicata nei seguenti casi:

1. primo contratto superiore ai 12 mesi 

2. in caso di rinnovi (non proroghe) di precedenti contratti a termine con lo tesso lavoratore

3. in caso di proroga di un contratto a termine, avvenuto pur entro i 12 mesi , ma che complessivamente vada a terminare oltre il 12simo mese

4. in caso di proroga di un rinnovo

 

La causale, pur dovendo riferirsi ad una delle tre sopra elencate categorie, dovrà dettagliare effettivamente nel merito le ragioni circoscrivendole nella reale sostanza. Pertanto a nulla serviranno le frasi "tipiche" sinora concesse come consuetudine.

 

Altresì nel caso di sostituzione occorre pertanto che venga citato espressamente il nome del sostituto e durata massima sostituzione e qualora la risorsa venga utilizzata prima in sostituzione di un lavoratore ed a seguire di altro lavoratore occorrerà darne conto.

 

Rimangono a margine alcune osservazioni da fare e che verranno probabilmente riproposte man mano che il disposto troverà applicazione in ordine a da almeno due fattori combinati:

a. scadenza contratti a termine stipulati ante l'entrata in vigore del decreto dignità

b. recepimento della normativa all'interno dei CCNL al loro naturale rinnovo

 

Sicuramente eccettuati gli stagionali, così definiti dalla normativa, ma anche dalle disposizioni qualificanti all'interno dei CCNL e CC aziendali,   si renderà estremamente difficoltoso gestire risorse umane dedicate in attività non continuativa, per esempio per aziende che lavorano SU COMMESSA  e che quindi fisiologicamente ricorrevano a contratti a termine pari alla durata (prevista ) della commessa . 

Tale ipotesi è stato chiarito che non rientra nella stagionalità e tanto meno nelle ipotesi previste dalle causali prima elencate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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January 19, 2019

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